Il mio viaggio tra le pagine di Robin Hobb (aggioramento 2026)

Nell'ormai ancor più lontano giugno 2021 mi unii al gruppo di lettura #leggiamorobinhobb e mai miglior decisione fu presa visto che, a quasi cinque anni di distanza, ancora considero il Ciclo del Reame degli Antichi una delle opere letterarie migliori esistenti.

Nota bene che non ho citato il genere fantasy - a cui questa saga di sedici volumi si può tranquillamente ascrivere - semplicemente perché i temi trattati dall'autrice americana sono universali.

Dal 1995 al 2017 Hobb ha inserito temi importanti come la difficile accettazione di se stessi, il cercare la propria appartenenza, il convivere con la propria diversità, l'abuso del sistema sociale patriarcale e della mascolinità tossica, i legami che si intessono tra gli esseri umani, gli animali e la natura che li circonda, il fato che sottende a ogni mossa e a ogni decisione, etc...

Robin Hobb, pseudonimo di Margaret Astrid Lindholm Ogden, ha una scrittura intimistica così rara da trovare nel genere fantasy mainstream e già nella trilogia dei Lungavista chi legge assiste alle vicende solamente attraverso il punto di vista del giovanissimo protagonista.

Come crea lei i personaggi nessuno mai: consigliatissimo se ami i romanzi character driven! Di personaggi indimenticabili sono intrise le pagine: tra i miei preferiti Occhi di Notte, il Matto, Malta, Anthea, Alise.

Della saga, composta da quattro trilogie e una quadrilogia, consiglio vivamente la lettura in ordine di pubblicazione, scambiare gli addendi in questo caso è la sicura ricetta per il disastro; tutto è collegato, numerosi i rimandi tra un volume e l'altro e tra una porzione e l'altra del ciclo stesso.

In breve, tutto inizia con La trilogia dei Lungavista, composta da:

  • L'apprendista assassino, (Assassin's Apprentice);
  • L'assassino di corte, (Royal Assassin);
  • Il viaggio dell'assassino, (Assassin's Quest).

Si continua con La trilogia dei mercanti di Borgomago, formata da:

  • La nave della magia, (Ship of Magic);
  • La nave della pazzia, (The Mad Ship);
  • La nave del destino, (Ship of Destiny).

Il turno successivo è de La trilogia dell'uomo ambrato:

  • Il risveglio dell'assassino, (Fool's Errand);
  • La furia dell'assassino, (The Golden Fool);
  • Il destino dell'assassino, (Fool's Fate).

Si prosegue con la quatrilogia de Le giungle della pioggia:

  • Il custode del drago, (Dragon Keeper);
  • Il rifugio del drago, (Dragon Haven);
  • La città dei draghi, (City of Dragons);
  • Il sangue dei draghi, (Blood of Dragons).

E, infine, si finisce con la Trilogia di Fitz e del Matto:

  • L'assassino. Il ritorno, (Fool's Assassin);
  • L'assassino. La vendetta, (Fool's Quest);
  • L'assassino. L'ultima caccia, (Assassin's Fate).

Questa lettura è davvero molto preziosa per la mia esperienza di lettrice fantasy (e non solo) e ha avuto un unico grande difetto: ha impostato un'alticella altissima che difficilmente mi fa apprezzare un libro facendomi gridare al capolavoro come questi titoli - pur con l'eccezione dei quattro titoli ambientati lungo il fiume delle Giungle della Pioggia che hanno comunque il merito di rispondere a tanti interrogativi irrisolti su polli, draghi e serpenti - son riusciti a farmi fare.

Ogni romanzo mi è entrato nel cuore e difficilmente se ne andrà tanto presto, sono eternamente grata alle lettrici e ai lettori del GDL che mi hanno fatta innamorare di questo mondo grazie alla loro passione per l'autrice e per i personaggi da lei creati e per la loro squisita gentilezza e costante cortesia. Grazie mille!

Le discussioni insieme sono sempre stimolanti e, dal mio punto di vista, l'avere un luogo dove poter sinceramente esternare ogni tipo di commento sull'opera è davvero fonte di pace dei sensi.

Fortunatamente ci sono altri due titoli che si possono collegare alla saga: The Wilful Princess and the Piebald Prince (La principessa testarda e il principe pezzato) e The Inheritance & Other Stories (ancora inedito in italiano).

Rispettivamente si tratta di una novella prequel, che è consigliabile leggere tra il nono (Il destino dell'assassino) e il decimo (Il custode del drago) volume del Ciclo sia per evitare di farsi degli auto-spoiler sia per godersi meglio i riferimenti alla storia della Principessa Testarda e del Principe Pezzato, e di una raccolta di racconti ambientati nello stesso universo de I Sei Ducati.

In conclusione leggi Robin Hobb e, anche se soffrirai, non te ne pentirai!
Io, seppur abbia pianto pure l'acqua del battesimo con l'ultima trilogia, non me ne sono ancora pentita!

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